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July 28 GENERAZIONE VAzione giovani lancia il manifesto di “Rivolta generazionale per il diritto al futuro”: un appello trasversale aperto a tutte le organizzazioni giovanili di partito e non, per rivendicare il diritto al domani. Chi considera calda questa estate, si aspetti dunque un autunno bollente: la manifestazione di Piazza Montecitorio, aperta da un mega striscione con su scritto “Basta cazzate. Rivolta generazionale” infatti è stata soltanto l’anticipazione della nuova stagione politica. Scuola, università, casa, famiglia, lavoro, accesso al credito: sono diritti inalienabili per le giovani generazioni, che al di là delle rispettive appartenenze, vivono le medesime difficoltà di inserimento in una società che invecchia e che si auto tutela. Per questo a settembre, in occasione di Atreju 2007, daremo vita alla “Generazione V” un nuovo soggetto traversale, che organizzerà periodicamente iniziative di carattere giovanile e che monitorerà con appositi rapporti le risposte della politica alle nuove generazioni. L’appello è rivolto a tutti gli under 35, indistintamente. Sulla base delle adesioni che riceveremo, si potrà comprendere chi veramente antepone gli interessi dei giovani a quelli di parte e chi no. Intanto, tra manifesti, slogan, musica e palloncini tantissimi ragazzi di Ag si sono ritrovati al cospetto del Parlamento, contestando duramente il governo Prodi. Sarà la ribellione l’input che lanceremo un’intera generazione di ragazzi, pronta a rispondere a chi la vorrebbe relegare allo status di ‘bulli e pupe’ e contro questo governo che getta solo luci ed ombre sul domani. Esiste un popolo di giovani che ambisce a realizzarsi attraverso la costruzione di una famiglia, l’acquisto di una casa, il lavoro e la sicurezza di non dover aspettare di compiere 90 anni per poter andare in pensione e riposarsi dopo una vita di sacrifici. Siamo pronti a difendere e a rivendicare i diritti dei giovani, che hanno tutta l’intenzione di riprendersi il loro futuro. July 20 26 luglio: contestazione al Governo!AZIONE GIOVANI di organizza una contestazione contro il Governo per il 26 luglio (giovedì prossimo) sotto a Montecitorio.
L’idea nasce come spontanea conseguenza dell'analisi del presente. Ad oggi i media dipingono la nostra generazione come “Gioventù Bruciata”, persa tra legalizzazione delle droghe leggere, stragi del sabato sera, bullismo e violenza politica. Ma NOI non siamo “Bruciati”!!! Due sono gli aspetti centrali della manifeastazione.In primis, contestiamo un sistema politico incapace di mettere in piedi un piano economico per offrire risposte sulle grandi problematiche sociali (casa, famiglia, droga, sicurezza, precariato, pensioni...),che generano insicurezza e instabilità. In seconda battuta, volgiamo ricordare che per ogni giovane che fa uso di droghe ce ne sono dieci che preferiscono lo sport o l'associazionismo, che per ognuno che muore o uccide ubriaco ce ne sono 1.000 che tornano a casa sani e salvi e che ad ogni becero tentativo di far tornare anni di violenza politica rispondono migliaia di ragazzi che tutti i giorni si impegnano nel sociale e che fanno della loro scelta politica un modello di vita esemplare ed irreprensibile. Insomma, non possiamo restare in silenzio di fronte a chi, reo confesso, cerca di scaricare le colpe su di noi, su quella maggioranza, fin oggi silenziosa, che tutti i giorni si guadagna il pane con sacrifici ed umiltà preservando nel suo modello esistenziale i valori cardine di una società migliore, di chi preferisce coraggiosamente la scelta della famiglia a quella della raccomandata, di chi sceglie l’impegno sociale al passamontagna e che nonostante tutto non ha risposte concrete da questa politica. Hanno provato a farci credere che la risposta fosse nel taglio dei costi della politica lanciando tramite la “Casta” un boomerang, in accordo con Corriere della Sera e Confindustria, nella speranza di mettere in scacco LA POLITICA e con l’obbiettivo di guadagnare nuovi spazi di visibilità per altri... Purtroppo per loro però, la nostra Italia, stanca di essere presa in giro, non ci ha messo molto ad accorgersi che Confindustria non era meglio di Prodi! L’enorme malcontento che ha generato il dibattito politico, l’insicurezza partorita da un governo precario e l’esasperazione di sempre più giovani che hanno enormi difficoltà a spiccare il volo ci danno la possibilità di giocare un ruolo centrale e movimentista nella prossima stagione politica. La capacità di anticipare i tempi della politica è ciò che ha reso grande la nostra organizzazione, per questo e perché non siamo disposti a prendere lezioni di politica e di morale dai diretti responsabili dei disastri del nostro paese, abbiamo il dovere di dare voce a questa malcontento. Nonostante il periodo estivo abbiamo scelto la sfida della piazza, come simbolo della contestazione ma anche come la casa ideale della politica che vogliamo. Per info e adesioni cercare Michael su 3403398240 o direttamente alla direzione nazionale di azione giovani www.azionegiovani.org. July 18 IL CIRCOLO RICORDA PAOLO BORSELLINODomani ricordiamo a tutta la comunità e la città quel grande italiano del nostro tempo quale è stato Paolo Borsellino. Un vile omicidio operato dalla mafia che tranciò la vita ad una persona pura, lavoratrice e che lottava affinché come dice una nota canzone "la giustizia non rimanesse solo un illusione."
Oggi particolare sconcertanti sulla fine del giudice Borsellino, portano a battere non solo la pista del mandante mafioso, ma di certi servizi segreti "deviati". Pare che l'opera di smantellamento dei servizi segreti da parte di certi personaggi fuori e dentro al governo stia riuscendo alla grande. Tagliare i capi del SISMI di oggi, deligittimarlo ieri per poterlo meglio controllare per fini politici in futuro.
Comunque al di la delle polemiche, nella giornata di domani vogliamo semplicemente ricordarlo così come era, un uomo di legge e per la legge. Ex militante del FUAN dedicò la sua vita a rendere l'Italia e la Sicilia migliore. Fu seguito da pochi e forse fu proprio questo isolamento ad ucciderlo.
MAFIA, CHI TACE ACCONSENTE. July 16 STORACE TORNI IN AN, LASCIAMO STARE LE LEZIONI DI VERA DESTRAPubblichiamo la lettera di Rampelli rivolta a Storace sul Messaggero.
Il Circolo Luciano Laffranco ancora una volta si sente dalla parte della presidente Giorgia Meloni e di tutto il nostro movimento giovanile Azione Giovani derubato del proprio simbolo per puri fini propagandistici.
Auspichiamo, come Rampelli, il ritorno di Storace in Alleanza Nazionale, l'unico partito erede dell' MSI.
«Storace torni in An, è quella la vera destra»
Rampelli: «Basta lezioni sulla nostra cultura politica, il partito non vuole vittorie senza di te» Caro Storace, se una persona con la tua storia esibisce un "bisogno di destra" penso debba essere considerata, così ho rivisto un pezzo della strada percorsa insieme e mi sono saliti alla gola alcuni quesiti… E' stato di destra aver chiamato a far parte della Giunta regionale da te presieduta l'allora consigliere del Cdu Giulio Gargano, contro le indicazioni del suo partito dell'epoca e promuoverlo poi assessore ai trasporti e lavori pubblici, conferendogli enorme credibilità? E' stato di destra, conoscendo il suo girovagare da un partito all'altro, farlo entrare in An? E' stato di destra imporre alla tua maggioranza di votarlo capogruppo subito dopo le elezioni, pochi mesi prima che fosse condannato? E' stato di destra annullare tutti i tuoi impegni elettorali nelle elezioni politiche del 2001 perché Fini aveva designato nel collegio al Senato di Frosinone, un candidato diverso da quello che volevi tu? E' stato di destra, sul tema della democrazia interna, pretendere il deferimento di tre dirigenti rei di aver chiesto con una lettera aperta ai militanti di poter discutere negli organi preposti l'opportunità della Lista Storace? Quando avevi il potere di costruire un partito partecipato nel Lazio ci siamo trovati prigionieri delle oligarchie… perché oggi che ti accingi a fondarne uno nuovo le regole dovrebbero essere diverse? E' stato di destra sottrarre con la Lista Storace ad An buona parte di quel 7% di consensi raggiunti e dei 5 consiglieri regionali espressi, salvo poi constatare che uno solo è rimasto al suo posto mentre quattro hanno cambiato partito? E' stato di destra negare spesso meritocrazia e capacità di raccogliere il consenso perseguendo troppe volte logiche di potere e di corrente? E' stato di destra andare a fare il Ministro della Salute in seguito alla sconfitta, dopo l'accanimento con il quale accusasti Badaloni di tradire il mandato dei cittadini perché non rimase a fare il capo dell'opposizione e dopo che in campagna elettorale avevi giurato il contrario? E' stato di destra recriminare sull'approvazione della mozione contro la faziosità dei libri di testo scolastici, salvo cavalcarla mediaticamente e non dargli, come era nel tuo mandato, il seguito che tutti aspettavano? E' stato di destra attaccare costantemente Berlusconi e Fini facendo somigliare noi e la coalizione ai nostri litigiosissimi avversari, salvo ora riscoprire il valore del Cavaliere? Come mai questa improvvisa conversione? E' di destra farsi eleggere senatore con An per poi fuoriuscirne senza dimettersi da Palazzo Madama, come se il seggio fosse proprietà privata e non degli elettori di An? E' di destra appropriarsi della fiaccola della Giovane Italia, del Fronte della Gioventù e di Azione Giovani adottandola come simbolo del tuo nuovo partito, dimostrando disprezzo per tutto ciò che rappresenta? Nessuno ha mai strumentalizzato - nella dialettica con An – quell'immagine. Ricordi, gioie e sofferenze si celano dietro di essa, insieme all'ingenuità e alla spensieratezza di decine di migliaia di ragazzi che hanno il diritto di essere lasciati in pace. La risposta alla tua battuta riportata su un'intervista, caro Francesco, è sì. Sì, avresti dovuto metterci un'auto blu al posto della fiaccola come simbolo di questo nuovo partito, perché il numero di auto blu che la Regione Lazio ha avuto sotto il tuo Governatorato è stato davvero eccessivo. Mi permetto di farti presente che non è obbligatorio usarne (la vicepresidente della Camera Giorgia Meloni, alla quale ti rivolgi con insolita scortesia, ha scelto - diversamente da te - di non utilizzare questo `privilegio' e ha scelto anche di non fare di questa abitudine propaganda). Le nostre sedi, i nostri comizi sono stati trasformati in quel periodo in luoghi circondati da quelle auto blu che dici di disprezzare, con stuolo di autisti, segretari e guardie del corpo. Mi avete fatto vergognare di essere di destra. Non hai avuto la responsabilità esclusiva di quella `degenerazione' , te lo riconosco, ma una concorrente responsabilità oggettiva. Sono argomenti che conosci, che ho provato a sottoporti già in passato quando momenti indimenticabili mi hanno dato la sensazione che, di lì a poco, avremmo cambiato il mondo. Non è andata così, purtroppo. Hai rappresentato per tanti una speranza e poi una delusione, ma questo non significa nulla perché nella storia delle persone e dei popoli niente è immobile, come ha dimostrato la tua irresistibile ascesa. Se sei davvero quel militante che affermi, rinuncia alla ribalta e ai fuochi d'artificio, sforzati di fare autocritica (è l'altra faccia della verità) e sarai accolto a braccia aperte nella comune famiglia che dici di voler abbandonare. Perché la persona che sta mollando gli ormeggi non è Francesco Storace, il caterpillar, il comunicatore, il `piccolo principe' (appesantito da un po' di pancia), ma la caricatura del Governatore. Lascia quel ricordo al suo destino, insieme all'autoritarismo, e torna ciò che sei stato, un esuberante e generoso ragazzo di destra. L'esperienza trascorsa ti renderebbe praticamente invulnerabile. Sono stato duro, lo so, ma capisci che era insopportabile per molti di noi farsi dare "lezioni di destra". Le mie sferzate erano e restano quelle di chi non vuole assistere a una nostra vittoria senza di te. Sarebbe una mezza sconfitta… Pensaci. Fabio Rampelli July 13 VALNERINA E SPOLETO A TERNI? NO GRAZIE.Come comunità militante della città ci sentiamo in dovere di difendere l'integrità territoriale della Provincia di Perugia. In questi giorni si è riaperto il dibattito del riassetto regionale in cui viene demonizzata l'estensione della provincia perugina a scapito di ben poco chiari interessi locali, meglio secondo nostra opinione per interessi di alcuni politici locali. Non è possibile cancellare decenni di storia e tradizione comune del territorio perugino per le trovate propagandistiche di qualche politico locale. |
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